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Daltonismo e patente

Il daltonismo, o più correttamente “discromatopsia” è l’incapacità di distinguere in modo corretto i colori. Purtroppo, a differenza di miopia ed altri difetti rifrattivi, non è rimediabile attraverso lenti particolari. Ci sono varie tipologie di daltonsimo, a seconda di quali colori siano in difetto: la tipologia più comune è la deuteranopia, ovvero l’insensibilità al colore verde, ma ci sono anche la protanopia (rosso) e la tritanopia (blu). Il caso peggiore, anche se il più raro in assoluto, è l’acromatopsia, ovvero la totale cecità ai colori.

Essere daltonici può essere un ostacolo al conseguimento della patente di guida, a causa della percezione distorta o, come scritto sopra, addirittura assente dei colori: questo potrebbe causare un errore di interpretazione di un segnale di obbligo oppure di un semaforo. Ma vediamo meglio la questione.

Secondo la normativa europea la risposta è SI, ma in Italia siamo soggetti alla discrezionalità del medico.

Il Codice della Strada italiano, all’articolo 121 cita:

“l’idoneità tecnica necessaria per il rilascio della patente di guida si consegue superando una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti, ed una prova di controllo delle cognizioni”.

Il D.M. del Ministero dei Trasporti dd. 08/08/1994 subordina il rilascio della patente

“al superamento di una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti, di una prova di controllo delle cognizioni nonché al soddisfacimento di norme mediche, conformemente alle disposizioni degli allegati II e III”.

I requisiti sulla vista sono previsti dal Decreto Ministeriale dd. 30/09/2003 n.40T:

“Il candidato alla patente di guida dovrà sottoporsi ad esami appropriati per accertare la compatibilità della sua accuratezza visiva con la guida dei veicoli a motore. Se c’è motivo di dubitare che la sua vista sia adeguata, il candidato dovrà essere esaminato da una autorità medica competente. Durante questo esame, l’attenzione dovrà essere rivolta in particolare sulla acutezza visiva, sul campo visivo, sulla visione crepuscolare e sulle malattie progressive degli occhi.”

Per i veicoli delle categorie A, B, B+E e delle sottocategorie A1 e B1, in particolare:

“Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una acutezza visiva binoculare, se del caso con correzione ottica, di almeno 1,5 utilizzando i due occhi insieme. La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata se dall’esame medico risulta che il campo visivo è inferiore a 120° sul piano orizzontale salvo casi eccezionali debitamente giustificati da parere medico favorevole  e da prova pratica positiva, o che l’interessato è colpita da un’altra affezione della vista tale da pregiudicare la sicurezza della guida. Qualora si scopra o si accerti una malattia degli occhi progressiva, la patente potrà essere rilasciata o rinnovata con esame periodico praticato da un’autorità medica competente”.

Durante un controllo, generalmente vengono usate le tavole di Ishihara: nel caso vengano sottoposte al candidato e la prova non venga superata, al medico spetta la decisione se tale difetto possa pregiudicare una guida sicura. Nel caso si stia conseguendo la patente da privatista, il medico della scuola guida o della motorizzazione inviano il candidato al controllo da uno specialista, in grado di effettuare controlli più approfonditi.

Esempio di tavola di Ishihara

Per quanto riguarda la legislazione europea, come detto sopra, il daltonismo è stato definitivamente considerato come non pregiudicante una guida sicura: nell’allegato III della direttiva 91/439/CEE, al punto 6, infatti non ne viene fatta menzione in qualità di condizione di disabilità che impedisca di ottenere la patente di guida.

Grazie a questa apertura da parte dell’Unione Europea, in Italia alla data attuale molti di coloro che in passato si sono visti negare la possibilità di guidare ora possono sedersi al volante in tutta libertà e sicurezza.

Per quanto riguarda il problema “semaforo”, i daltonici, pur non riconoscendo i colori (ma anche qua ci sarebbe da discutere, in quanto ci sono vari livelli di gravità) riescono tranquillamente a vedere quale delle luci sia accesa e a cosa corrisponda.

Mio padre era daltonico, vedeva solo il colore giallo, eppure ha guidato senza problemi per oltre cinquant’anni: mio figlio, daltonico anche lui ma in una forma molto più lieve, avrà ancora meno problemi fa 10 anni, quando mi chiederà di poter conseguire la patente. Spero solo che sia più bravo al volante reale che con quello della WII.


 







@DaciaItalia