Uno sguardo più approfondito al Nuovo Duster

Di per certo il nuovo Duster è molto più rifinito del modello precedente: ho avuto la possibilità di visionarlo molto attentamente e tirar fuori alcune considerazioni, basandomi su quelle che sono le migliorie apportate non solo a livello estetico.

Certo, il fatto di aver avanzato di 10 cm il parabrezza conferisce una linea molto più aggressiva: anche l’abbassamento posteriore dei lunotti laterali, che ora sono più sfilati, la rende molto interessante… ma a me piace concentrarmi sull’aspetto tecnico delle migliorie apportate: ve ne riporto alcune, quelle che credo facciano la differenza.

Innanzitutto il cofano: ora può disporre di due pistoncini invece di uno solo, la salita è così molto elegante e bilanciata. Manca ancora la guarnizione, che in tanti hanno inserito aftermarket utilizzando spesso gomme prese da altri veicoli, ma resta sempre l’eccellente spazio di manovra per poter effettuare manutenzione: cambiare le lampadine è ancora molto semplice, specialmente se parliamo degli indicatori di direzione.

Dovendo parlare di insonorizzazione, avendola provata, direi che questo modello è decisamente migliore rispetto al precedente: vuoi per la scelta di agire sull’aerodinamica (si sono limate di molto le barre superiori, oggettivamente eccessive nel MY2014), vuoi perché sembrano essere stati aggiunti degli elementi fonoassorbenti nel sottoscocca laterale della carrozzeria.

Le plastiche interne sono ancora rigide ma non sembra essere un problema per la rumorosità in guida: le guarnizioni sono rimaste tutto sommato identiche, con un perimetrale generoso ed un sistema di gomma/gocciolatoio molto ben integrato.

Ho notato che è stato abbandonato il sistema a piolo centrale per la chiusura delle portiere: in Dacia hanno adottato lo stesso sistema presente in Clio ed in altre vetture Renault, ovvero con aggancio a quadrato, come si vede dalla foto.

Questo permette una migliore presa della serratura oltre ad una riduzione del carico di pressione esercitata sul singolo perno, anche per via della maggior base d’appoggio: tutto questo si traduce in una migliore tenuta nel tempo delle chiusure.

Nella parte legata al cofano ritengo molto valida la scelta di aver utilizzato un design più a ventaglio del precedente, cosa che in caso di impatto aiuta molto lo scorrere del cofano sul parabrezza. Finalmente c’è uno jabot di serie fra parabrezza e tergicristalli: la visione del modello in test che osservai mesi addietro pare quindi essere confermata in molte parti…

Nella parte posteriore, il bagagliaio sembra essere identico in termini di dimensione, ma si nota da subito la completa copertura delle parti metalliche che prima erano esposte.

Il battivaligia è di serie, non c’è più necessità di dover ricorrere a soluzioni di terze parti poiché come dicevo la moquette ricopre ogni singolo pezzo del lamiera: questo vale anche per il lunotto, dove trova spazio la presenza di un presa per accendisigari, estremamente utile per poterci piazzare qualunque dispositivo elettronico (come ad esempio una luce di emergenza).

Ho notato anche la possibilità di regolare i perni in gomma che chiudono il portellone, in modo da venire incontro a potenziali vibrazioni che si possono generare nel tempo.

Ottima la posizione della retrocamera e dei sensori di parcheggio, che difendono bene la guida in retromarcia: bella anche la scelta di aver inserito la parte cromata con la scritta “Duster” e l’assetto generale della componentistica retrostante.

Essendo abituato ormai ai cerchi da 16 pollici, vedere dei cerchioni così belli da 17 mi ha fatto subito gola, ma mi ha spinto a pensare in termini di performance ad un rollio più evidente, timore che si è dissolto guidandola. Il sistema di frenata rimane a pinza con disco avanti ed a tamburo dietro, a mio modo di vedere molto efficiente: la dotazione di gomme è Bridgestone.

Ci sono alcuni particolari di pregio, alcune rifiniture interessanti, come la soglia con la scritta “Duster” veramente ben fatta, e l’inserzione di una scritta in rilievo all’interno dei fari anteriori. Le diurne sono a led, e sembra abbastanza semplice convertire l’intero faro con un’illuminazione di questo tipo.

Finalmente i passeggeri posteriori possono disporre di una tasca integrata nel pannello interno della portiera: il design stesso ricalca il modello precedente migliorandolo. E’ anche stata apportata una miglioria funzionale al sistema di gestione degli specchietti retrovisori laterali, dove il comando ora risulta in posizione molto più agibile di fianco allo sterzo e sono presenti i sistemi di illuminazione LED integrati che avvisano di veicoli provenienti dall’angolo cieco.

Bello il nuovo quadrante, satinato, spartano ma in linea con il design più attuale, e lo sterzo è regolabile sia in altezza che in profondità: era ora.

I tergicristalli hanno finalmente il nuovo tipo di attacco a lama, e nel modello che ho visionato, a benzina, il feeling stradale è grossomodo identico al precedente, con migliori elementi di silenziosità ed una tenuta che, a dispetto dei cerchi da 17, è bella stabile e solida come quella precedente.

Il navigatore è lo stesso MediaNav Evolution cui ero abituato in Clio: hanno aggiunto qualche minima evoluzione grafica ed un sistema di visione beccheggio e rullio… ma si può fare di meglio. Queste sono funzioni che possono essere messe in evidenza lungo un percorso davvero molto accidentato, in fuoristrada pesante, poiché gli angoli critici su un percorso stradale, obiettivamente, non vengono mai ad essere toccati. Però è bella questa possibilità, molto off-road.

Quello che a me personalmente non è particolarmente piaciuto è quella inserzione in plastica nera fatta di fianco, quella che integra l’indicatore di direzione laterale… la trovo abbastanza voluminosa ed ingombrante oltre che poco funzionale, ma pare che ai più piaccia (e qua entriamo nella pura soggettività dei gusti).

Nell’insieme la vettura, che monta una calandra nuova molto simile a quella della sorella minore Sandero, è decisamente collocabile come un fuoristrada con caratteristiche evolute.

Ora, di molte cose si sta già parlando online, come ad esempio la disposizione del navigatore più alta rispetto al precedente modello e le bocchette d’aria in linea tra di loro: io ho voluto concentrarmi su altri dettagli.

Avendo viaggiato tanto (ma tanto eh) con il modello  del 2014, se dovessi sostituirlo per qualche ragione… beh, la mia scelta ricadrebbe nuovamente su Dacia Duster… solo non ora: preferisco aspettare una ulteriore evoluzione che, da rumors, grosso modo dovrebbe esserci attorno al 2020.

@DaciaItalia

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