Diario di una Dusterista: l’inizio di un amore

La vidi per la prima volta durante una quieta serata di primavera, una di quelle in cui, vuoi per la stagione che invoglia alla rinascita, alla risalita dalle tetraggini del non ancor concluso (almeno meteorologicamente parlando) inverno, vuoi per un “quid” che serpeggia incautamente nel tuo cuore, più si è disponibili a lasciarsi catturare ed affascinare dalle belle visioni. E a me successe come ormai accade a migliaia di altre persone: la conobbi sul web.

L’incontro fu casuale, saltando di link in link, di social in social mi lasciai guidare dalla saggia mano del destino e finalmente lei mi apparve in uno sfolgorante abito blu, il colore che adoravo tanto: la mia casa era infatti tutta un tripudio di sfumature di azzurro, il colore del mare..e così avrei voluto fosse lei …vederla… conoscerla la prima volta.

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E’ esagerato se affermo che fu amore a prima vista? Ormai in questi tempi afflitti da imperante cinismo chi crede più al colpo di fulmine? Nessuno. A parte me, che mi accingevo a viverlo sulla mia pelle. Ed era una sensazione bellissima.

Soprattutto per me che assistevo ormai impotente al crollo della mia storia quasi decennale.

Raccoglievo ormai con lei solo le macerie di una vicenda al termine…dolore? Si…tanto… Ma la relazione era da rottamare. Insieme non avremmo potuto costruire più nulla, anzi forse solo distruggere.

Il tentativo di rimettere insieme i pezzi di questo rapporto era fallito miseramente. Come durante quella vacanza a Tropea, in Calabria, paesaggi bellissimi dai tramonti infuocati, che sembravano sussurrare agli amanti i pensieri più romantici, ma noi eravamo ormai refrattari alle smancerie da prima volta.

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Quei quasi 500 chilometri del viaggio di ritorno furono una pena, l’atmosfera era tesissima e la rottura immaginavo fosse ormai imminente. Dirsi addio dinanzi alla colonnina dell’SOS, in una piazzola di sosta, mentre file interminabili di auto e TIR sfrecciavano al tuo fianco, ignari del tuo dolore..poteva esserci qualcosa di più deprimente?

E poi sulla A3, la famigerata Salerno – Reggio Calabria, l’autostrada che aveva nutrito i nostri sogni..che ci aveva sentito cantare a squarciagola felici per le vacanze che, serene, si stagliavano all’orizzonte, tra le montagne verdi di boschi incantati che, come tende che si aprano prima di uno spettacolo, mostravano alla fine l’agognata meta: il mare azzurro, fermo, affascinante come sempre, dopo ore di coda e di maledizioni.

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Ma si sa, la felicità conquistata dopo un lungo patire ha un sapore diverso: quello inebriante della libertà dopo la prigionia. Se fine doveva essere non doveva accadere su quei tormentati chilometri, densi di ricordi incancellabili e teatro delle nostre avventure più belle. Da allora chilometri e chilometri percorsi sul filo del rasoio, lei ormai stanca di tutto, io stanca di lei.

The game is over. Quando è finita è finita. Ora ricaccio indietro le lacrime e vado avanti.

Adesso però c’è Lei! Dopo averla scrutata a lungo sul web cerco di conoscerla dal vivo, attraverso accurate indagini scopro che finalmente è possibile. Mi reco nei luoghi che lei frequenta e la vedo, ha l’aria sicura di chi sa già quel che vuole: fare tanta strada. Non è sola, è con delle amiche, affascinanti si, ma non quanto lei. Attraverso conoscenze comuni riesco ad avvicinarla. Da allora una serie infinita di telefonate, contatti via mail e poi l’incontro decisivo.

Dopo un numero imprecisato di poco romantici “tira e molla” sono finalmente con lei..respiro il suo profumo..come non avessi conosciuto altro fino ad allora, ne sono inebriato, avvinto, incatenato. Voglio possederla. Sarà mia. E solo mia. Il rapporto tra noi si accinge a diventare importante nonostante le voci di dissenso. C’è chi dice..lascia stare non è affidabile…e poi è una straniera. Troppo tardi: sono già pazzo di lei.

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Epilogo
Oggi sono con lei tutti i giorni. E quando non è con me mi manca. Con lei percorro molti chilometri ed è lei ad accogliere i miei pensieri, i miei malumori, i miei sbadigli di buon mattino e le mie invettive quando qualche incauto ed inutile automobilista tenta di invadere la carreggiata dove ha diritto di precedenza solo e soltanto la mia cara, amata Duster.







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